Pensioni precoci: pensione anticipata con 41 anni di contributi




Ci sono importanti novità per le pensioni precoci. Con la riforma contenuta nella legge di Stabilità approvato nei giorni scorsi dal Senato sono state inserite alcune misure a favore dei lavoratori precoci che scatteranno dal prossimo 1° maggio 2017. In quella data inizierà la possibilità di avere accesso alla pensione anticipata con 41 anni di contributi grazie alla Quota 41.

Ma ci sono anche altre misure nel testo della riforma pensate per garantire la flessibilità per la pensione anticipata: Ape e Ape Social, e Quota 96, cumulo gratuito, Opzione Donna e ottava salvaguardia per i lavoratori esodati.

Tornando ai precoci, la Quota 41 sarà riservata ai lavori usuranti e comprenderà l’aumento della Quattordicesima per gli assegni minimi e l’estensione della no-tax area.

La buona notizia è che la Quota 41 consentirà di accedere alla pensione anticipata prima di quanto previsto delle norme attualmente in vigore, introdotte nel 2012 dalla legge Fornero. Ci riferiamo alla legge per cui i lavoratori precoci possono uscire solo al compimento di 42 anni e 10 mesi di contributi, che sono 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica.

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I lavoratori precoci sono coloro i quali hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni per almeno 12 mesi in modo effettivo anche non continuativo. Con la Quota 41 arriva la possibilità di andare in pensione 10 mesi prima per gli uomini e un anno e 10 mesi per le donne rispetto agli attuali requisiti per la pensione anticipata.

Hai un’idea di quanto si perde con la pensione anticipata Ape?

Le categorie di lavoratori precoci che potranno accedere alla pensione anticipata con la Quota 41 sono:

Lavoratori in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;

Lavoratori che assistano, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità;

Lavoratori che abbiano capacità lavorativa ridotta, accertata come invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;

Lavoratori dipendenti nelle professioni indicate in un allegato alla Legge di Bilancio, che svolgano da almeno sei anni in via continuativa attività lavorative usuranti e gravose.

Per la Quota 41, infatti, la legge di Bilancio ha previsto uno stanziamento di 360 milioni di euro per il 2017, di 550 milioni di euro il 2018, di 570 milioni di euro per il 2019 e di 590 milioni di euro annui a partire dal 2020.

I lavoratori della categoria usuranti, avrebbero diritto a un anticipo della pensione di 12 mesi o 18 mesi grazie all’abolizione della finestra mobile.

C’è un nuovo istituto che permette a chi ha avuto carriere discontinue segnate da molti cambi di lavoro di poter utilizzare tutti i versamenti effettuati per ottenere il diritto ad andare in pensione: leggi il nostro articolo per scoprire se puoi usufruire del Cumulo Gratuito.

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