Decreto lavoratori precoci quota 41: i motivi del ritardo nell’attuazione

La riforma pensioni stenta a prendere definitivamente forma per via dei ritardi che riguardano Ape social e lavoratori precoci di Quota 41. Al contrario di quanto annunciato, la pubblicazione dei decreti attuativi sta ritardando. La prossima scadenza di fine maggio è più un auspicio che una possibilità.







L’unica certezza, al momento, riguarda l’acquisizione del parere del Consiglio di Stato sui decreti di Ape social e per i lavoratori precoci. Adesso il passaggio successivo è la registrazione da parte della Corte dei Conti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Ma quali sono i motivi e i ritardi della realizzazione di queste due misure? Innanzitutto le lungaggini burocratiche: l’Inps deve recepire le novità dei decreti attuativi emanando le relative circolari. In questo senso dall’Inps arrivano rassicurazioni considerato che il presidente Tito Boeri ha annunciato che da parte dell’Istituto tutto è pronto.

Per ovviare a queste lungaggini, si parla di una modifica da parte del Governo dei decreti attuativi finalizzata a rendere operativi Ape social e Quota 41 per precoci anche in assenza di circolari Inps.

Bisogna però anche considerare che ci sono altri decreti legge da sottoscrivere da parte di Palazzo Chigi sul tema pensioni.

Paradossalmente, è proprio la volontà del Governo di allargare la platea di aventi diritto ad Ape e Quota 41 a comportare il rischio di ulteriori lungaggini. Si parla di allargare le misure anche a disoccupati senza requisiti per ammortizzatori e agli operai agricoli. Questo porterebbe alla necessità della riapertura delle bozze dei decreti legge, con tutto ciò che ne consegue.







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