Lavoratori precoci quota 41: verso l’estensione della platea, chi avrà diritto

Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, annuncia di fatto la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei due DPCM riguardanti l’APe sociale e i lavoratori precoci: “Sull’Ape sociale il ministro Poletti ci ha annunciato che siamo ‘all’ultima curva’. Ce lo auguriamo di cuore, anche perché siamo in forte ritardo e cresce la preoccupazione tra i lavoratori che aspettano di andare in pensione e che sono rimasti senza reddito. Come si sa, per ‘uscire’ illesi da una curva quando si è in auto, occorre accelerare per non ‘uscire’ di pista”.







“Ci auguriamo – prosegue – che questo avvenga. Preoccupa invece il fatto che, per quanto riguarda l’Ape volontaria, siamo appena all’inizio nell’attuazione del Decreto. Ogni ritardo nella applicazione delle normative blocca nel posto di lavoro migliaia di persone e rallenta il ricambio occupazionale a svantaggio dei giovani. Dobbiamo recuperare il tempo perduto”. “Infine, ci fa invece piacere che Poletti abbia annunciato che occorra trovare soluzioni più eque per l’edilizia. La norma della ‘continuità lavorativa’ richiesta per andare in pensione, fa a pugni con un settore caratterizzato da attività discontinue come quello delle costruzioni. È giusto pensare di migliorare la legge. Va fatto rapidamente”.

L’APe sociale e il pensionamento con 41 anni di contributi potrebbero essere estesi ai lavoratori con contratto a termine che abbiano esaurito la tutela degli ammortizzatori sociali e ai commercianti che hanno cessato in via definitiva l’attività e che si trovano senza alcun reddito.

Incertezza ancora circa i lavoratori disoccupati dopo licenziamento che non hanno avuto accesso agli ammortizzatori sociali per mancanza dei requisiti e degli agricoli in condizione di non occupazione.

“Purtroppo, molto raramente, – ricorda Damiano – un operaio edile a 63/65 anni matura 36 anni di contributi, in quanto, mediamente, lavora alcuni mesi l’anno, e anche per il suo contratto di lavoro, che molte volte inizia con l’avvio del cantiere e termina con la conclusione dello stesso. Altrettanto impossibile risulta avere sei anni di lavoro continuativo sia per le ragioni sopra esposte, sia per tutto quanto è legato alla grave crisi che ha colpito il settore negli ultimi anni”.

Nei lavori gravosi rientrano anche gli operai dell’edilizia, le maestre d’asilo e di scuola materna, gli infermieri, i macchinisti delle ferrovie e i camionisti che quindi avranno diritto ad accedere all’APE agevolata e rientreranno tra i lavoratori precoci che potranno andare in pensione con 41 anni di contributi se avranno maturato 12 mesi di contributi prima dei 19 anni di età.







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