Quota 41 lavoratori precoci, come chiedere gli arretrati dei diritti maturati

Sembra avviata alla conclusione la lunga attesa per i lavoratori Precoci che stanno per assistere alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei due Dpcm che delineeranno i contorni di accesso ad APE sociale e al pensionamento con 41 anni di contributi.







Non ci sono novità per quel che riguarda la platea avente diritto a questi istituti: è quella indicata nella legge di bilancio, quindi lavoratori in condizione di difficoltà come disoccupati a seguito di licenziamento con esaurimento da almeno tre mesi degli ammortizzatori sociali, soggetti con invalidità non inferiore al 74%, caregivers che assistono il coniuge o parenti entro il primo grado in condizione di disabilità e gli addetti a mansioni gravose o usuranti.

Potrebbero esserci piccole novità riguardanti i profili di tutela coinvolti, in particolar modo per i disoccupati a seguito di licenziamento. In questo senso le ultime indicazioni di Inps e Ministero del Lavoro saranno decisive.

Per queste categorie di lavoratori, saranno disponibili due canali di pensionamento ulteriori rispetto a quelli previsti dalla legge Fornero. Sarà possibile uscire a 63 anni nel caso in cui si perfezionino i 30 anni di contributi, che salgono a 36 per chi svolge mansioni gravose da almeno sei anni in via continuativa. Altra possibilità quella di perfezionare i 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica a patto che si possano vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. E’ questa la possibilità, senza penalizzazioni, riservata ai lavoratori precoci.

Per accedere a questi istituti sarà necessario accertare di rientrare nei parametri indicati e poi sperare che le risorse messe a disposizione dal Governo siano a sufficienti. L’iter prevede quindi la presentazione della domanda all’Inps. L’istituto procederà alla verifica della sussistenza dei requisiti richiesti. A questo punto il lavoratore potrà fare domanda di accesso all’APe sociale o al pensionamento con 41 anni di contributi.

Da tenere presente che il ritardo nel completamento delle operazioni non comporterà penalizzazioni per i lavoratori, dal momento che chi è in possesso dei requisiti richiesti avrà diritto agli arretrati maturati tra la data di maturazione dei requisiti e quella di accertamento del relativo diritto.

Per quel che riguarda invece i requisiti di accesso, questi devono essere già maturati al momento della presentazione della domanda di accertamento. Discorso a parte per l’anzianità contributiva e per l’età anagrafica, con riferimento ai 30, 36 o 41 anni di contributi. Analogamente, per chi fa domanda in qualità di disoccupato, i requisiti possono maturare entro la fine dell’anno in corso al momento di presentazione della domanda.







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Readers Comments (1)

  1. per i precoci dipendenti pubblici, come funzionerà la comunicazione al datore di lavoro della cessazione del rapporto, se un cittadino non sà se l’INPS gli darà la pensione ???

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