Cumulo contributivo, via libera anche per i lavoratori precoci

Il Cumulo Contributivo diventa una possibilità anche per i lavoratori precoci. E’ un’apertura contenuta nel Decreto della Presidenza del Consiglio grazie alla quale diventa possibile valorizzare la contribuzione mista anche in modo da raggiungere i 41 anni di contributi per i precoci.







La possibilità di utilizzare il cumulo dei periodi assicurativi per ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi è contenuta nell’articolo 2 del DPCM sui pensionamenti anticipati approvato pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri, che a breve verrà pubblicato anche in Gazzetta Ufficiale.

Non era una circostanza garantita quella di consentire il cumulo dei periodi assicurativi come già accade per la contribuzione di più gestioni previdenziali di natura obbligatoria per la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi o 41 anni e 10 mesi per le donne.

Via libera quindi per i lavoratori precoci alla possibilità di sommare i periodi contributivi non coincidenti temporalmente. Il riferimento è ai contributi derivanti da lavoro dipendente o autonomo. Rientrano nel novero di essi anche quelli derivanti da lavoro svolto presso le casse professionali.

In questo modo si semplifica la possibilità di raggiungere il requisito contributivo sia grazie ai contributi accreditati nell’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, sia quelli presso le forme sostitutive ed esclusive della medesima, presso la gestione separata dell’Inps e presso le gestioni previdenziali dei liberi professionisti.

E’ valida tutta la contribuzione versata o accreditata, a qualsiasi titolo, presso queste gestioni.

In caso di periodi temporalmente coincidenti, valgono una sola volta per raggiungere il requisito minimo mentre valgono in pieno per la misura della pensione.







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