Lavoratori precoci, chi può accedere alla pensione anticipata

La Pensione anticipata per i lavoratori precoci è un istituto riservato a coloro i quali hanno bisogno di andare in pensione con meno anni di contributi rispetto agli altri casi.

E’ un istituto introdotto dalla legge di stabilità 2017 per chi rientra nella categoria della “precocità” o è disoccupato per licenziamento, è invalido, oppure cura e assiste familiari disabili, oltre che chi svolge lavori particolarmente pesanti o usuranti.







Riscatto dei contributi

La pensione anticipata in questi casi è ridotta di un anno e 10 mesi per gli uomini e di dieci mesi per le donne consentendo perciò di andare a casa con 41 anni di contributi (2.132 settimane contributive), a a prescindere dall’età anagrafica.

La pensione viene calcolata in base al numero dei contributi versati senza alcuna penalità sulle rate finali.

Calcolo pensione

E’ un istituto riservato ai lavoratori dipendenti dei settori pubblico e privato, i lavoratori iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi ( coltivatori diretti, mezzadri, coloni, artigiani, commercianti) che hanno almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo entro il 19° anno di età e che perciò hanno contributi versati prima dell’anno 1996 e quindi hanno titolo alla pensione calcolata con il sistema misto (retributivo e contributivo).

Non si può ricorrere alla contribuzione figurativa dei riscatti relativi a periodi non legati al rapporto di lavoro, e dei periodi di inoccupazione coperti dalla contribuzione volontaria.

Età pensionabile

Niente da fare per liberi professionisti con cassa privata come avvocati, consulenti del lavoro, commercialisti, medici, giornalisti.

Per accedere alla pensione dei 41 anni bisogna essere lavoratori dipendenti o autonomi che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (cioè genitori o figli, unici parenti di primo grado).

Pensione sociale

C’è anche la possibilità di accedere a questo istituto, se si è lavoratori dipendenti o autonomi, nel caso di riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni Asl per il riconoscimento dell’invalidità civile, almeno pari al 74%. Oppure essere lavoratori dipendenti compresi nelle undici professioni individuate nella tabella allegata alla legge che svolgono da almeno sei anni in via continuativa: a) attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo (esempio: edili, camionisti, insegnanti scuola infanzia, operatori ecologici, ecc.), b) oppure mansioni usuranti o notturne (catena di montaggio, lavori ad alta temperatura, sottoterra ecc.).

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