Ape sociale e lavoratori precoci: boom di domande respinte

Non ci sono buone notizie per quel che riguarda l’Ape sociale e il beneficio per i lavoratori precoci. L’Inps ha respinto la gran parte delle domande. Per l’Ape sociale sono arrivate 39.721 domande. DI queste solo 13.601 sono state accettate, 25.895 sono state respinte, 425 sono ancora in sospeso.

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Per i lavoratori precoci, le domande sono state 26.251, 7.356 quelle accolte, 18.411 quelle respinte, 484 ancora in istruttoria.







In questa prima fase l’istituto di previdenza ha scelto di adottare criteri particolarmente severi di valutazione dei requisiti richiesti ai potenziali pensionati. Ciò ha comportato un alto numero di domande respinte, soprattutto in virtù del mancato rispetto della condizione di inoccupazione dopo la scadenza dell’ammortizzatore sociale e per la presenza di contribuzione estera. Quest’ultima infatti, ai fini dell’ape sociale, non conta.

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Le polemiche nascono dal no alle istanze dei soggetti che si sono rioccupati anche per aver lavorato un solo giorno dopo la scadenza dell’ammortizzatore sociale. Ma in questo senso si parla di una riapertura.

Un ammorbidimento nell’analisi delle domande parla di recupero delle domande per i lavoratori disoccupati e senza sussidi da almeno tre mesi che hanno avuto periodi di rioccupazione temporanei (per esempio con voucher) comunque inferiori ai 6 mesi.

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Stesso discorso per i lavoratori impegnati in attività “gravose” ancora in fase di accertamento Inail. Buone speranze anche per i lavoratori che hanno fatto domanda per una salvaguardia-esodati.

Si parla anche della valutazione della contribuzione estera ai fini del perfezionamento di 30 o 36 anni di contributi necessari per l’ape social.

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Dopo questa prima fase e compilata la prima graduatoria di beneficiari, inizierà la seconda fase di valutazione delle nuove domande, che dovranno essere presentate entro il 30 novembre.

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