Da analfabeti finanziari a investitori attivi, si può

Nel mese di ottobre 2018 il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha realizzato la prima edizione del ”Mese dell’Educazione Finanziaria” che vuole informare e sensibilizzare la popolazione sulla gestione delle risorse personali e familiari e anche introdurre ad un utilizzo appropriato dei diversi strumenti finanziari. Risulta infatti che sia basso il livello di alfabetizzazione finanziaria nella popolazione, quasi un punto di contatto tra le generazione dal dopoguerra ad oggi (dei Baby Boomers, generazione X e dei Millenials). E si sa che l’analfabetismo genera timori e diventa un deterrente alla presa di iniziativa. Parole come investitori, investimenti finanziari, mercati finanziari suscitano ancora una certa soggezione in grande parte della popolazione e nei decenni si è costituito come un parterre di persone attive negli investimenti finanziari che è stata considerata un’élite. Oggi questo nucleo si sta lentamente ampliando anche grazie alle nuove strumentazioni digitali che hanno reso l’attività di negoziazione sui mercati finanziari più accessibile e democratica. Ma non meno rischiosa. Se per legge dai 18 anni si può investire in Borsa, chi vuole iniziare questa esperienza ha ora gli strumenti adeguati per farlo direttamente grazie alla performante piattaforme digitali che offrono anche una versione demo iniziale per prendere confidenza con le procedure e con i prodotti disponibili, ma deve essere consapevole del rischio che questo tipo di attività detta trading sempre comporta.

Gli indici di Borsa, stetoscopio dell’economia reale.

Tra le piattaforme all’avanguardia in questo mondo del trading digitale parliamo di Vestle che con l’esperienza di 22 anni consente di fare trading di valute, materie prime, indici, azioni, cripto valute… Tra i prodotti che il trader, sia egli principiante o esperto, può negoziare su piattaforma Vestle troviamo gli indici che sono una delle voci più frequentemente oggetto di attenzione sia da parte dei diversi notiziari televisivi sia delle pagine dedicate alla finanza sui quotidiani. Questo è dovuto al fatto che gli indici sono dei panieri, dei raccoglitori di numerosi titoli che in qualche modo rappresentano l’economia reale di un’area geografica o di un distretto o di un settore industriale. I più importanti, quelli che sentiamo citati in modo ricorrente nei notiziari quotidiani, sono gli indici che raggruppano i titoli di società quotate in una determinata Borsa, in un determinato paese e possiamo prendere come esempio il NASDAQ100, il S&P500, il DOW JONES, il FTSEMIB, il DAX30, il Nikkei225, il FTSE100. I primi tre sono riferiti alla società statunitense e tra questi il NASDAQ 100, il più autorevole indice per i titoli tecnologici della borsa americana, comprende anche le maggiori compagnie del settore informatico come Microsoft, Apple, Cisco, Google, Facebook, Amazon, IBM. Questo esempio rende più chiaro che gli indici sono di fatto rappresentativi della reale economia. Quando si decide di fare trading su indici è importante conoscere le variazioni del prezzo e come esse siano dovute anche all’influenza di alcuni componenti dell’indice stesso, informazioni tutte disponibili sulla piattaforma Vestle che offre il molto utile calendario economico con i dati macro economici in tempo reale. Le operazioni di trading su indici sono fatte in base ad una previsione che riguarda le possibili variazioni al rialzo o al ribasso delle loro quotazioni, anche il trader più esperto deve tener conto che la sua previsione implica sempre il rischio di perdere capitale.

Tutti i contenuti di questo articolo hanno prettamente scopo didattico e/o informativo.

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