Pensioni

Lavoratori precoci: come si valuta la contribuzione

A partire dal 1° maggio 2017 è scattata una riduzione del requisito contributivo a 41 anni indispensabile per poter accedere alla pensione anticipata. Modifica che non incide sull’età anagrafica del lavoratore, che resta marginale. Il vincolo è valido sia per gli uomini che per le donne che abbiano svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. Inoltre, vengono previsti alcuni precisi profili di tutela che vengono ritenuti svantaggiati. Si ratta quindi di disoccupati, invalidi, assistenza ai disabili, addetti a lavori usuranti, addetti a lavori gravosi.

Come si valuta la contribuzione per questo tipo di trattamento previdenziale? Per poter avere diritto al requisito contributivo in oggetto vale la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato. Quindi si prende in considerazione la contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria e da riscatto.

Non bisogna però dimenticare che se siete un lavoratore iscritto all’assicurazione generale obbligatoria e ai fondi ad essa sostitutivi va tenuto in contro anche il perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione.

Quindi se volete avere diritto alla pensione di anzianità disciplinata dalla previgente normativa, dovete aver perfezionato almeno 35 anni di contributi. Non vanno considerati i periodi di figurativi derivanti dalla disoccupazione indennizzata e malattia.

Penalizzazione

Con la legge Fornero era stata introdotta una penalità che riguardava coloro i quali avessero percepito prima dei 62 anni di età il pensionamento anticipato. Ciò comportava una penalizzazione sulle anzianità retributive maturate fino al 2011. L’assegno in questo caso veniva decurtato del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 60 anni di età e dell’1% per ogni anno prima dei 62.

Questo tipo di penalizzazione è stato definitivamente abolito.

Sistema Contributivo

Se avete versato il primo contributo dopo il 31 dicembre 1995 vuol dire che avete diritto alla pensione calcolata con il sistema contributivo. Il che implica che potrete accedere al sistema previdenziale anticipato, senza tener conto del requisito anagrafico, purchè raggiungiate le stesse anzianità contributive previste per i lavoratori nel sistema retributivo o misto.

Per essere più chiari: vi servono 42 anni e 10 mesi di contributi se siete uomini e 41 anni e 10 mesi se siete donne nel triennio 2016-2018.

Una differenza però c’è rispetto a chi si trova nel sistema retributivo o misto al 31 Dicembre 2011. Non scatta infatti il sistema di disincentivazione previsto nel caso in cui si acceda alla pensione anticipata prima del raggiungimento del 62° anno di età.

Sempre restando nell’ambito del contributivo, va tenuta in considerazione la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata a favore dell’assicurato. Non si considera però la contribuzione che deriva dalla prosecuzione volontaria. Niente da fare nemmeno per la contribuzione accreditata per periodi di lavoro precedenti il raggiungimento del 18° anno di età è moltiplicata per 1,5.

Altra brutta notizia: niente da fare per quel che riguarda l’agevolazione per il pensionamento a 41 anni di contributi.

Se si fa parte del sistema contributivo, è possibile accedere alla pensione anticipata non appena si compiono i 63 anni di età. Condizione necessaria però è che siano stati versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione effettiva. Non solo. E’ anche indispensabile che l’ammontare della prima rata di pensione non sia al di sotto di un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale. Tradotto in cifre, vuol dire che non deve essere inferiore a circa 1.255 euro al mese per il 2017.

I 20 anni di contribuzione

E’ bene tenere presente che per raggiungere i 20 anni di contribuzione deve concorrere anche un’altra condizione. Quando si parla di contribuzione effettiva si intende che nel computo va considerata unicamente quella versata (obbligatoria, volontaria, da riscatto). Ciò vuol dire che non deve essere presa in considerazione quella accreditata figurativamente a qualsiasi titolo.

Non va preso come valore assoluto nemmeno il requisito anagrafico di 63 anni. Ciò in considerazione del fatto che questo requisito è soggetto agli adeguamenti alla speranza di vita di cui più volte abbiamo parlato.

Ciò vuol dire che di anno in anno va verificata un’eventuale modifica. Ad esempio, nel triennio 2016-2018 si tratta di un valore che ha subito un aumento di ulteriori sette mesi. Il che vuol dire che siamo arrivati a una soglia di 63 anni e 7 mesi. Soglia che non si arresta qui, dal momento che gli adeguamenti alla speranza di vita Istat sono continui. Ciò vuol dire che la soglia nei prossimi anni continuerà a salire.

Per conseguire questo tipo di prestazione pensionistica è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, mentre non ci sono vincoli se siamo nell’ambito del lavoro autonomo, che quindi può proseguire.