Pensioni

Soglia Ape: accesso ai lavoratori che avranno 20 anni di contributi versati

Con la riforma legge pensioni e legge stabilità sono andate incontro ai cittadini. “La soglia dell’APE social è uno di quegli elementi su cui stiamo facendo simulazioni per non fare cose non fatte bene”. Lo ha affermato il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Il Governo sta pensando anche a una serie di interventi a favore delle rendite basse. Si pensa all’estensione della quattordicesima a 3,3 milioni di persone. Parliamo dei pensionati ultra 64enni con redditi complessivi personali fino 1.000 euro al mese. Rappresenta due volte il trattamento minimo nella gestione Inps. Circa le pensioni ultimissime news si aspettano a breve.

La riforma lavoratori e pensionati non li ha accontentati a fondo. “Potranno accedere all’APE sociale i lavoratori che abbiano almeno 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con di parenti 1° grado con disabilità grave, oppure per chi avrà raggiunto i 36 anni di contributi facendo dei lavori cosiddetti pesanti”. Si tratta di “categorie di lavoratori che potranno andare in pensione fino a tre anni prima senza nessun onere, fino a 1.500 euro lordi di pensione”.

Ape volontaria

Per l’APE volontaria, “potranno accedere i lavoratori che avranno 20 anni di contributi versati, in questo caso la rata di restituzione del prestito andrà di media dal 4,6% al 4,7%. L’APE aziendale ha gli stessi meccanismi di funzionamento di quella volontaria, ma le rate di restituzione del prestito saranno a carico dell’azienda”. Sulle carriere discontinue: “tutti gli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria avranno diritto al cumulo gratuito dei contributi ai fini della pensione anticipata e di vecchiaia”.

Il Sottosegretario Tommaso Nannicini ha spiegato che saranno circa 25mila i lavoratori precoci che ogni anno potranno avere accesso alla quiescenza tramite la Quota 41, per arrivare quindi ad una platea totale di circa 50mila persone nel biennio di sperimentazione. Accederanno all’Ape Social circa 35mila persone (70mila nel biennio). L’APE per le aziende prevede che dovrà essere il datore di lavoro a farsi carico della futura penalizzazione.