Pensioni

Legge Fornero pensione anticipata: penalizzazione realizzata in maniera graduale

La riforma pensioni passa necessariamente attraverso la revisione della Legge Fornero, che al momento non sembra però messa in discussione. Le ipotesi più realistiche sono quelle che vertono sulla penalizzazione della pensione anticipata realizzata in maniera graduale, magari in base al reddito, per chi deciderà di anticipare il pensionamento di tre anni rispetto agli attuali requisiti di legge.

Resta il nodo relativo al finanziamento di queste uscite anticipate, che non possono essere a carico dello Stato. Nel breve, a finanziare questa uscita saranno gli stessi lavoratori con una penalizzazione dell’assegno previdenziale. Poi si potrebbe passare a un sistema di crediti, con l’Inps che potrebbe anticipare una somma che verrebbe restituita all’ente previdenziale sotto forma di trattenute sulla pensione finale.

Per quel che riguarda il settore privato, dovrebbe essere compito dei datori di lavoro finanziare almeno in parte i prepensionamenti derivanti da processi di ristrutturazione e di ricambio del personale.

Mettere tutti d’accordo per far diventare legge tutto ciò non sarà semplice. A conferma di ciò basta sentire la finanza pubblica secondo cui non sarà possibile sostenere il pensionamento di così tante persone.

Al vaglio la riduzione di 3-4 punti dell’aliquota fiscale sui rendimenti dei fondi pensione (oggi al 20%) e l’incremento della deducibilità dei versamenti. Inoltre parte del Tfr potrebbe essere destinata obbligatoriamente all’integrativa.

E per i lavori usuranti? Per queste categorie e per chi è impiegato per un numero minimo di notti durante l’anno, sono previste piccole agevolazioni.

Come si va pensione

La pensione si raggiunge sommando età e anni di contributi. Nel 2016 bisogna raggiungere una quota minima di 97,6 con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi. Per quel che riguarda gli autonomi la pensione scatta a quota 98,6 con almeno di 62 anni e 7 mesi di età. Il problema è che in questo modo è prevedibile che ci sarà un continuo innalzamento dell’età pensionabile in proporzione all’aspettativa di vita.

Al momento la pensione anticipata rispetto all’età necessita di 42 anni e 10 mesi di contributi. Ciò significa che chi ha iniziato a lavorare a 20 anni con regolare copertura previdenziale dovrà aspettare, per andare in pensione, i 63 anni di età. Il tutto in attesa di notizie sull’ottava salvaguardia che risolvano la questione degli esodati.