Pensioni

Anticipo pensione: fino a 4 anni con penalizzazione del 2 percento all’anno e risolvere il problema dei lavoratori “precoci”

I temi caldi cui deve far fronte il governo si concentrano attorno alle pensioni, elemento che fa da cardine ad ambiti strettamente collegati come flessibilità e lavoro. Le ultime notizie sulle pensioni dicono che il governo deve rendere contro ai sindacati per cercare una strada comune per fare il punto su questioni come flessibilità sulle pensioni per i lavoratori in uscita dal mercato del lavoro. Da parte del governo non c’è nessuna intenzione di arrivare all’incontro con un definita perché l’obiettivo è il dialogo e il confronto vero.

Insomma dopo il Jobs act ecco il “Social act”, che riguarderebbe a 360 gradi mondo del lavoro e tutto ciò che gravita attorno, comprendendo appunto la parte sociale.

Serve un complesso di politiche sociali che siano in grado di reggere trasformazione in corso. Dobbiamo dire agli italiani che nessuno rimarrà da solo e sosterremo tutti in una prospettiva che è quella di aiutarli ad avere lavoro ma anche di evitare che abbiano condizioni difficili di vita nella fase in cui non lo avranno. Perché dobbiamo sì fare un grande sforzo per la crescita, ma bisogna anche dare una mano a chi non ce la fa a salire sul treno della transizione.

Come raggiungere questo scopo? Attraverso nuove norme che consentano all’Italia di superare questo delicato periodo attuando nuove forme di sostegno al reddito per chi si trova senza lavoro.

Dopo tre anni di battaglie parlamentari e dopo la mobilitazione sindacale unitaria e dei comitati, finalmente il tema della correzione del sistema previdenziale voluto dalla Troika europea è entrato nell’agenda del Governo. Le nostre richieste sono semplici: anticipare fino a 4 anni il momento della pensione, avere una penalizzazione del 2 percento all’anno e risolvere il problema dei lavoratori “precoci”. Intanto, stiamo anche preparando la proposta di legge per l’ottava salvaguardia degli esodati.