Aspettativa di vita

Il prossimo 1° gennaio 2019 scatterà, se non ci saranno controindicazioni o nuove leggi, il nuovo aggiornamento dei criteri di quiescenza al parametro dell’aspettativa di vita. Si tratta di una data da segnare con il circoletto rosso sul calendario, considerato che parliamo di un vero e proprio snodo cruciale per quel che riguarda ulteriori adeguamenti. Di lì in poi, sempre salvo nuove indicazioni, si andrà avanti con rinnovi su base biennale.

L’aspettativa di vita è un parametro fondamentale, riferimento chiave per tutti quei lavoratori che stanno aspettando di raggiungere la tanto attesa data della pensione.

La speranza di vita 2017 sarà ovviamente diversa da quella che è stata negli anni passati. L’aspettativa di vita istat si basa su una serie di elementi che vengono ponderati di anno in anno e cambiano continuamente. Il calcolo aspettativa di vita ovviamente non è preciso, ma costituisce una media nazionale. Speranza di vita definizione: è una previsione costituita dal numero medio di anni che una persona può aspettarsi di vivere al momento della sua nascita. Dipende dal Paese  in cui si nasce ed è correlata ai tassi di mortalità registrati nell’anno considerato. Ecco perchè l’aspettativa di vita nella storia è sempre cambiata, e negli ultimi anni è notevolmente aumentata. E continuerà ad aumentare, spostando inevitabilmente in avanti il momento in cui si può andare in pensione.

Aspettativa di vita

Si tratta di un momento di grande incertezza, considerato che con le leggi sempre più aspre varate con la Riforma Pensioni della Manovra Fornero varata sotto il Governo tecnico Monti ha modificato, d’improvviso, i programmi di molti lavoratori. Da un giorno all’altro, infatti sono state modificate molte date e regole sulle uscite di un gran numero di gestioni.




Una delle più colpite è stata l’AGO (Assicurazione generale obbligatoria) che ha visto modificare i suoi meccanismi di uscita. Impossibile non menzionare poi le pensioni di vecchiaia e le pensioni di anzianità. Ma complicazioni non da poco sono arrivate anche per le uscite anticipate tramite opzione donna e per gli assegni sociali.

A salvarsi, parzialmente, sono state le casse professionali, dal momento che dispongono di autonomia decisionale e in virtù di questa hanno mantenuto una gestione propria, che non ha impattato sui regolamenti preesistenti. Tutti gli altri invece, chi più chi meno, hanno dovuto fare i conti con le regole introdotte dalla riforma previdenziale approvata nel 2011.

Come cambia la pensione in base all’aspettativa di vita




Tutto ciò è fortemente influenzato dall’applicazione dell’aspettativa di vita, che va a modificare a vario titolo, i criteri di pensionamento dei lavoratori iscritti all’Inps.

Con la nuova Riforma pensioni l’aspettativa di vita diventa un parametro ancora più importante. Quella che di fondo è una buona notizia per tutti, e cioè che la durata media della vita per uomini e donne si sta allungando e continuerà a farlo progressivamente nei prossimi anni, paradossalmente si tramuta n un obbligo a lavorare più a lungo.

Prospettive future

La qualità di vita migliora, e così, nell’ottica del Governo e del legislatore, un 60enne di oggi non è paragonalbile a un 60 di 20 anni fa, ad esempio. E così sarà nel futuro. Chi oggi a 70 anni viene ritenuto assolutamente meritevole di andare in pensione e di riposare, tra 10, 15 anni sarà considerato sano, forte e in grado di stare ancora sul posto di lavoro. Vediamo quindi come cambiano i requisiti di quiescenza.

Gli interventi effettuati finora hanno fatto registrare un primo innalzamento dei requisiti di pensionamento di tre mesi nel 2013. A questo ha fatto seguito un ulteriore innalzamento che si è concretizzato con ben quattro mensilità nel 2016.

Nei prossimi anni il meccanismo verrà momentaneamente sospeso, fino al prossimo passaggio di verifica che dovrebbe scattare all’inizio del 2019. In che modo? Impossibile dirlo ora. Dipenderà moltissimo da quale sarà l’impatto dello scenario demografico redatto dall’Istat.

Le proiezioni

Una ipotesi si può fare, e si basa sul rapporto di base contente le proiezioni del 2011 esaminato dalla Ragioneria dello Stato durante il mese di luglio 2016.

Come detto certezze non ce ne saranno fino al prossimo aggiornamento stabilito alla fine del prossimo anno. Le indiscrezioni dicono però che ci potrebbe essere una notevole riduzione dell’innalzamento rispetto alle previsioni iniziali. I più ottimisti sperano che possa essere addirittura azzerato per quel che riguarda il futuro biennio di adeguamento.

Pensione di vecchiaia nel 2021 a 67 anni

Per il momento però per le pensioni di vecchiaia, restano in vigore i parametri stabiliti dalla legge Fornero. Stando così e cose, dal 2021 saranno necessari 67 anni per accedere a questo tipo di pensionamento. La speranza che ci siano riduzioni e interventi per calmierare questo parametro, oggettivamente impegnativo, ci sono. Ma per non crearsi false illusioni conviene entrare nell’ordine dell’idea che per il momento le cose stanno così.

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