Pensione anticipata

Con pensione anticipata si indica il trattamento previdenziale cui si può accedere anche senza aver conseguito l’età anagrafica. E’ diversa dalla pensione di vecchiaia. Per chi rientra nel pensionamento per il biennio 2014-2015 serve un’anzianità contributiva di 41 anni e 6 mesi per le donne e di 42 anni e 6 mesi per gli uomini.

Erogazione Ago

Con pensione anticipata si intende quel trattamento pensionistico erogato dall’AGO e dai fondi sostitutivi ed esclusivi cui possono accedere soltanto coloro tutti coloro i quali hanno raggiunto la soglia minima di requisito. Dal 2012 ha preso il posto della pensione di anzianità.




Addio all’età minima

Pensione anticipata

Con la pensione anticipata è stata abbandonato il requisito dell’età minima che valeva con la legge 243/2004. Adesso ci si basa su un sistema di disincentivazione che prende forma mediante una riduzione del rateo in relazione al tempo mancante per il raggiungimento di un limite minimo di età. Questo limite di età è individuato in in 62 anni dalla legge 201/2011.

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Cosa prevede la pensione anticipata




La Pensione Anticipata nel Sistema Retributivo e Misto prevede, dal 1° gennaio 2012, che i lavoratori dipendenti, autonomi, in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 abbiano diritto ad accedere alla pensione anticipata a prescindere dall’età anagrafica. L’importante è che abbiano maturato una anzianità contributiva pari a 42 anni ed un mese per gli uomini e a 41 anni ed un mese per le donne. Va tenuto però presente che questo requisito contributivo va aumentato di un mese nel 2013 e di un ulteriore mese nel 2014.

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E la penalizzazione?

La Penalizzazione prevede invece che coloro i quali percepiscano prima dei 62 anni di età il pensionamento anticipato subisca una penalizzazione sulle anzianità retributive maturate fino al 2011. Questo taglio è stabilito nella misura del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 60 anni di età e dell’1% per ogni anno prima dei 62.

Tutto sul riscatto dei contributi

Esiste anche un altro sistema di disincentivi, ed è la Penalizzazione dal 1° Gennaio 2015, sistema particolarmente controverso. L’ultima decisione è stata quella di disporre la cancellazione della penalità sino al 31 Dicembre 2017. In altre parole, niente penalità per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2015 e per coloro che maturano il requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.

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Meccanismi diversi

Diverso il meccanismo per coloro i quali hanno versato il primo contributo dopo il 31 dicembre 1995. Questi lavoratori hanno diritto a conseguire il trattamento anticipato al perfezionamento delle stesse anzianità contributive previste per i lavoratori nel sistema retributivo o misto.

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Il sistema contributivo prevede che possono ottenere la pensione anticipata anche coloro i quali compiono 63 anni e hanno versato e si sono visti accreditati almeno 20 anni di contribuzione “effettiva” e che l’ammontare della prima rata di pensione risulti non inferiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale, individuabile in circa 1.255 euro al mese per il 2015).

Con 20 anni di contributi

Esiste anche la possibilità di accedere alla pensione anticipata con 20 anni di contributi. Si tratta di una opportunità per i lavoratori con almeno 63 anni e 7 mesi, purchè abbiano almeno 20 anni di contribuzione effettiva. In questo caso bisogna considerare unicamente i contributi effettivamente versati, obbligatori, volontari, o da riscatto. Da questo conteggio restano fuori gli eventuali contributi figurativi. Altro requisito che l’ammontare mensile della prima rata di pensione risulti non inferiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale. Chi ha diritto a utilizzare questa forma di pensione anticipata? Purtroppo solo i lavoratori con primo accredito contributivo successivo al primo gennaio 1996.

La pensione anticipata va quindi considerato a tutti gli effetti un trattamento previdenziale cui si può accedere senza tenere conto dell’età anagrafica dai lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria.

Se si prende in considerazione il triennio 2016-2018, si evince che serve un’anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Hanno diritto ad accedere alla Pensione Anticipata i confronti dei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, ai fondi sostitutivi, esonerativi ed esclusivi.

E’ un diritto anche degli iscritti presso la gestione separata dell’Inps. Quindi possono accedervi anche i lavoratori dipendenti del settore privato o pubblico, senza dimenticare i lavoratori autonomi e parasubordinati.

Per ottenere questo tipo di assistenza previdenziale bisogna raggiungere unicamente il requisito contributivo. Ciò vuol dire che non si tiene in considerazione l’età anagrafica del beneficiario.

Questo istituto nasce il 1° gennaio 2012 con la Legge Fornero (articolo 24 del decreto legge 201/2011). Prende il posto a tutti gli effetti della pensione di anzianità. Consta però dell’aggiunta di un sistema di disincentivazione che in un primo momento risultava indispensabile, ma che con la recente riforma pensioni è venuto meno. Questo sistema di disincentivazione prevedeva una riduzione del rateo rapportato al tempo mancante per il raggiungimento di un limite minimo di età fissato in 62 anni dal decreto legge 201/2011.

Sistema Retributivo e Misto

I lavoratori e le lavoratrici che raggiungono il requisito di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, appartenenti dunque al cosiddetto sistema misto, possono ottenere la pensione anticipata senza alcun vincolo anagrafico. Tutto ciò che serve è poter vantare una anzianità contributiva pari a 42 anni ed un mese per gli uomini e a 41 anni ed un mese per le donne.

Va aggiunto a questo requisito contributivo un mese, a partire dal 2013, e un altro mese nel 2014, 3 mesi nel 2013 ed altri 4 mesi nel 2016 in virtù dell’adeguamento alla speranza di vita che modifica continuamente i criteri aggiustandoli in base a determinate necessità.

Ciò vuol dire che dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2018 il requisito contributivo per accedere alla pensione anticipata è pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne. Si tratta di requisiti che non cambiano a seconda del tipo di lavoratore in oggetto. Ciò vuol dire che lo stesso calcolo è indifferente sia che si tratti di lavoratori dipendenti, autonomi o del pubblico impiego.

Lavoratori precoci

A partire dal 1° maggio 2017 scatta una riduzione del requisto contributivo a 41 anni indispensabile per poter accedere alla pensione anticipata. Modifica che non incide sull’età anagrafica del lavoratore, che resta marginale. Il vincolo è valido sia per gli uomini che per le donne che abbiano svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. Inoltre, vengono previsti alcuni precisi profili di tutela che vengono ritenuti svantaggiati. Si ratta quindi di disoccupati, invalidi, assistenza ai disabili, addetti a lavori usuranti, addetti a lavori gravosi.

Come si valuta la contribuzione per questo tipo di trattamento previdenziale? Per poter avere diritto al requisito contributivo in oggetto vale la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato. Quindi si prende in considerazione la contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria e da riscatto.

Non bisogna però dimenticare che se siete un lavoratore iscritto all’assicurazione generale obbligatoria e ai fondi ad essa sostitutivi va tenuto in contro anche il perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione.

Quindi se volete avere diritto alla pensione di anzianità disciplinata dalla previgente normativa, dovete aver perfezionato almeno 35 anni di contributi. Non vanno considerati i periodi di figurativi derivanti dalla disoccupazione indennizzata e malattia.

Penalizzazione

Con la legge Fornero era stata introdotta una penalità che riguardava coloro i quali avessero percepito prima dei 62 anni di età il pensionamento anticipato. Ciò comportava una penalizzazione sulle anzianità retributive maturate fino al 2011. L’assegno in questo caso veniva decurtato del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 60 anni di età e dell’1% per ogni anno prima dei 62.

Questo tipo di penalizzazione è stato definitivamente abolito.

Sistema Contributivo

Se avete versato il primo contributo dopo il 31 dicembre 1995 vuol dire che avete diritto alla pensione calcolata con il sistema contributivo. Il che implica che potrete accedere al sistema previdenziale anticipato, senza tener conto del requisito anagrafico, purchè raggiungiate le stesse anzianità contributive previste per i lavoratori nel sistema retributivo o misto.

Per essere più chiari: vi servono 42 anni e 10 mesi di contributi se siete uomini e 41 anni e 10 mesi se siete donne nel triennio 2016-2018.

Una differenza però c’è rispetto a chi si trova nel sistema retributivo o misto al 31 Dicembre 2011. Non scatta infatti il sistema di disincentivazione previsto nel caso in cui si acceda alla pensione anticipata prima del raggiungimento del 62° anno di età.

Sempre restando nell’ambito del contributivo, va tenuta in considerazione la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata a favore dell’assicurato. Non si considera però la contribuzione che deriva dalla prosecuzione volontaria. Niente da fare nemmeno per la contribuzione accreditata per periodi di lavoro precedenti il raggiungimento del 18° anno di età è moltiplicata per 1,5.

Altra brutta notizia: niente da fare per quel che riguarda l’agevolazione per il pensionamento a 41 anni di contributi.

Se si fa parte del sistema contributivo, è possibile accedere alla pensione anticipata non appena si compiono i 63 anni di età. Condizione necessaria però è che siano stati versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione effettiva. Non solo. E’ anche indispensabile che l’ammontare della prima rata di pensione non sia al di sotto di un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale. Tradotto in cifre, vuol dire che non deve essere inferiore a circa 1.255 euro al mese per il 2017.

E’ bene tenere presente che per raggiungere i 20 anni di contribuzione deve concorrere anche un’altra condizione. Quando si parla di contribuzione effettiva si intende che nel computo va considerata unicamente quella versata (obbligatoria, volontaria, da riscatto). Ciò vuol dire che non deve essere presa in considerazione quella accreditata figurativamente a qualsiasi titolo.

Non va preso come valore assoluto nemmeno il requisito anagrafico di 63 anni. Ciò in considerazione del fatto che questo requisito è soggetto agli adeguamenti alla speranza di vita di cui più volte abbiamo parlato.

Ciò vuol dire che di anno in anno va verificata un’eventuale modifica. Ad esempio, nel triennio 2016-2018 si tratta di un valore che ha subito un aumento di ulteriori sette mesi. Il che vuol dire che siamo arrivati a una soglia di 63 anni e 7 mesi. Soglia che non si arresta qui, dal momento che gli adeguamenti alla speranza di vita Istat sono continui. Ciò vuol dire che la soglia nei prossimi anni continuerà a salire.

Per conseguire questo tipo di prestazione pensionistica è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, mentre non ci sono vincoli se siamo nell’ambito del lavoro autonomo, che quindi può proseguire.

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