Pensione di Vecchiaia

Con pensione di vecchiaia si intende quel trattamento pensionistico che scatta al raggiungimento di determinate età anagrafiche in presenza di una contribuzione di regola non inferiore a 20 anni (20 anni contributi pensione minima). E’ un argomento che si lega a doppio filo alla pensione sociale.

In virtù della riforma Fornero, ancora oggi croce per molti lavoratori e pensionati, i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia si sono inaspriti: sono stati infatti fissati a 66 anni per gli uomini (dipendenti ed autonomi) e per le lavoratrici del pubblico impiego.




Le lavoratrici del privato tremano

Pensione di Vecchiaia

Cattive notizie anche per le lavoratrici del settore privato. Lo scopo della riforma è quello di arrivare a un pareggio dell’età pensionabile tra uomini e donne entro il 2018. Di positivo c’è che le finestre mobili non sono più in vigore e quindi la pensione dal 2012, pertanto, può essere conseguita il primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi richiesti.

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Anni contributi




La Pensione di Vecchiaia nel sistema Retributivo o Misto prevede che i lavoratori con contribuzione al 31 dicembre 1995 che quindi al 31 Dicembre 2011 rientrano nel sistema retributivo o misto possono accedere alla prestazione di vecchiaia una volta raggiunti i 66 anni e 3 mesi dal 1° gennaio 2014. Stesso discorso per le lavoratrici del settore pubblico. Invece le lavoratrici dipendenti del settore privato devono rispondere a requisiti di 63 anni e 9 mesi dal 1° gennaio 2014. Alle lavoratrici del settore autonomo sono richiesti invece 64 anni e 9 mesi (dal 1° gennaio 2014).

Scatta la parificazione

Dal 1° gennaio 2018 ci sarà la parificazione per tutti con soglia di 66 anni e 7 mesi di età.

Oltre al requisito anagrafico i lavoratori devono raggiungere anche i 20 anni minimi di contribuzione.

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Gestione separata – Tutte le informazioni sul fondo pensionistico riservato a coloro i quali non hanno una cassa appartenente a un ordine professionale: le aliquote, le totalizzazioni, i requisiti per andare in pensioni e tutto ciò che hai bisogno di sapere sull’argomento.

Pensioni lavoro

I lavoratori per i quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, possono andare in pensione al perfezionamento degli stessi requisiti anagrafici previsti per i lavoratori nel sistema retributivo o misto. Ma per avere diritto alla pensione di vecchiaia serve anche avere un importo della pensione superiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale.

Scopri se hai diritto alla pensione sociale.

Staffetta generazionale

Nell’ambito del ricambio generazionale, finalizzato alla creazione di nuovi posti di lavoro che alo stesso tempo consentono ai lavoratori di andare in pensione, è possibile un accordo fra lavoratore dipendente e impresa per un part-time, al massimo al 50%, nell’ambito di contratti di solidarietà espansiva.

Lavoro pensionabile

Nella fattispecie, se si raggiunge un accordo sindacale, per ogni part-time di un lavoratore anziano viene assunto un giovane. Coloro i quali accettano questo passaggio di testimone nel mondo del lavoro, una vera e propria staffetta generazionale, prendono un anticipo sulla pensione corrispondente alla quota di stipendio cui rinuncia. L’azienda continua a pagare la contribuzione piena, cosa che consente di non subire futuri tagli sulla pensione.

A quanti anni si può andare in pensione?

Il prossimo anno, il 2017, sarà l’ultimo valido per alcune differenze valide tra lavoratori e lavoratrici. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti del pubblico e del privato, vale ancora la legge secondo cui gli autonomi e le donne del settore pubblico possono accedere alla pensione con 66 anni e 7 mesi. Per quel che riguarda invece le lavoratrici dipendenti del privato varrà la soglia di 65 anni e 7 mesi. Infine per le autonome vale il vincolo di 66 anni e 1 mese. Dal prossimo anno, il 2018, scatta il vincolo per cui uomini e donne potranno andare in pensione di vecchiaia con 66 e sette mesi di età. Puoi approfondire l’argomento leggendo la nostra guida sull’età pensionabile.

La pensione di vecchiaia è una prestazione economica destinata ai lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative. E’ valida anche per gli iscritti alla Gestione separata.

I vincoli di eleggibilità sono:

  • aver raggiunto l’età stabilita dalla legge;
  • aver perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta.

 

E’ un tipo di previdenza riservata ai soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. A partire dal 1° gennaio 2012, i lavoratori in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 hanno diritto ad andare in pensione di vecchiaia ma solo se possono vantare un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni. Questa anzianità contributiva deve essere costituita da contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo.
Esiste però anche il vincolo del Requisito anagrafico. I requisiti anagrafici sono:

a) lavoratrici dipendenti assicurate al FPLD dell’AGO, nonché assicurate al Fondo FS e al Fondo quiescenza Poste

 

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 62 anni
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 62 anni e 3 mesi
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 63 anni e 9 mesi
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 65 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi*

*Requisito da adeguare alla speranza di vita

 

b) lavoratrici autonome e gestione separata:

 

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 63 anni e 6 mesi
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 63 anni e 9 mesi
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 64 anni e 9 mesi
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 66 anni e 1 mese
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi*

*Requisito da adeguare alla speranza di vita

 

c) lavoratori dipendenti iscritti all’AGO ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e lavoratrici iscritte alle casse ex Inpdap:

 

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 66 anni
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 66 anni e 3 mesi
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi*

*Requisito da adeguare alla speranza di vita

 

d) lavoratori autonomi e gestione separata:

 

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 66 anni
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 66 anni e 3 mesi
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi*

*Requisito da adeguare alla speranza di vita

Gli altri soggetti ad aver diritto a questa forma previdenziale sono coloro i quali hanno un primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996.

Dal 1° gennaio 2012, i soggetti per i quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, hanno diritto a questo tipo di trattamento nel caso in cui abbiano un requisito contributivo di 20 anni e del requisito anagrafico di cui al precedente punto 1),  se l’importo della pensione risulta non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (c.d. importo soglia);

Altro requisito fondamentale è che abbiano 70 anni di età e con 5 anni di contribuzione “effettiva” (obbligatoria, volontaria, da riscatto) – con esclusione della contribuzione accreditata figurativamente a qualsiasi titolo – a prescindere dall’importo della pensione.

Va tenuto in considerazione anche l’elemento relativo all’adeguamento alla speranza di vita. per effetto di esso, il requisito anagrafico dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015, è di 70 anni e 3 mesi e dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018  è di 70 anni e 7 mesi. Dal 2019 lo stesso requisito potrebbe aumentare ulteriormente, proprio in virtù di un ulteriore adeguamento alla speranza di vita.

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