Pensioni novità

Sulle pensioni novità riguardano soprattutto gli interventi di Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, intenzionato a rilanciare sul tema della flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, aspetto fondamentale per risolvere allo stesso tempo sia i problemi dei pensionati sia per migliorare la situazione del lavoro per i giovani che hanno difficoltà a trovare nuovi posti disponibili.

Sul tema pensioni novità si attendono su vari fronti: pensioni quota 41 e pensioni anticipate. Le ultimissime pensioni riguardano anche molto da vicino la necessità di capire a quanto ammonterà ‘assegno che si percepirà, e per questo è importante saper fare il calcolo pensioni.

Lavori usuranti




Il governo si sta occupando dei lavori usuranti, per i quali la domanda di pensione anticipata 2016 dovrà essere inviata all’INPS entro il prossimo 1° marzo. Indispensabile rientrare nella quota 97,6 che richiede età minima di 61 anni e 7 mesi e un numero di anni di contributi di almeno 35. Gli aventi diritto dovranno presentare la domanda di pensione anticipata 2016 all’INPS, in modalità cartacea, se si appartiene al settore privato. Invece chi appartiene al settore pubblico deve presentare la domanda esclusivamente online o tramite il call center. Chi ha difficoltà farebbe bene a rivolgersi ai patronati. Inoltre sul sito dell’Inps potrete trovare una vasta serie di sezioni aggiornate che spiegano in maniera chiara ed efficiente quali sono le procedure da seguire per ogni necessità con ampie sezioni dedicate a esplicare i requisiti per ottenere i trattamenti pensionistici di cui si ha bisogno.

Pensioni novità

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Pensioni novità Damiano




Damiano ha sottolineato più volte come il Governo debba puntare proprio su questo aspetto se vuole risolvere il problema occupazionale dei giovani. Il primo passo è affrontare il tema della flessibilità del sistema pensionistico. Come? Anticipando l’uscita dal mondo del lavoro a partire da 62 anni, cosa che potrebbe contribuire allo svecchiamento delle aziende favorendo il turn over, vale a dire l’ingresso di nuove generazioni nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda la riforma delle pensioni, interessante è la posizione di Tito Boeri, che la ritiene necessaria da anni.

Pensioni 40 anni

Boeri parla per conto dell’Inps e sostiene che bisogna puntare sulle pensioni anticipate e risolvere la questione delle pensioni di 40 anni. Ma sulle pensioni ultime notizie si aspettano anche per quel che riguarda la questione assegni. Molti hanno paura che si vada in pensione prima ma con pagamenti risibili. La flessibilizzazione del pensionamento con una penalizzazione proporzionata all’anticipo rispetto alla data di uscita dal mondo del lavoro è l’auspicio principale non solo dei politici ma soprattutto dei lavoratori.

Per saperne di più sui contributi volontari, leggi il nostro articolo di approfondimento.

Addio ai vitalizi d’oro

Il piano comporterebbe tagli ai vitalizi e pensioni sopra gli 80mila euro all’anno, a poi sarebbe necessario anche un ricalcolo con il sistema contributivo di tutte le pensioni. In questo senso il Jobs Act riveste un ruolo importante, ma bisogna fare altro per affrontare la grave emergenza povertà nel nostri Paese. In questo senso l’auspicio è che in futuro si faccia qualcosa per migliorare il sistema di assistenza sociale nel nostro Paese, al pari di ciò che accade in altre nazioni europee.

Ultima ora

La riforma delle pensioni diventa fondamentale per l’Italia anche per essere ben visti dall’Unione Europea, che in questa senso ci sta marcando stretto. Per riformare l’inter struttura delle pensioni in Italia si potrebbe ottenere proprio dall’Ue quella flessibilità necessaria per poi poterla usare in un altro modo, come ad esempio favorire i pensionamenti anticipati. In questo modo si potrebbe favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani. Ma sulle pensioni il governo cosa suta facendo? Va detto che da quest’anno è scattata una novità interessante per i pensionati: sono cambiati i tassi soglia Taeg da usare per i prestiti con cessione del quinto della pensione.

Calcolo pensione

Dunque per importi fino ai 5mila euro il tasso medio dei prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione è del 12,2% mentre il tasso soglia di usura è del 19,25%. Per gli importi oltre i 5mila euro invece il tasso medio è del 10,99% mentre il tasso soglia di usura si abbassa al 17,7375%. Questo vuol dire che i tassi soglia Taeg da prendere a riferimento per i prestiti con cessione del quinto della pensione, suddivisi per classi di età dei richiedenti e somma erogata cambiano.

Per quello che riguarda i pensionati con meno di 59 anni il tasso soglia Taeg è del 9,09% per importi fino ai 5mila euro mentre diventa dell’8,71% in caso di importo superiore. Per coloro i quali invece hanno tra i 60 e i 69 anni il tasso di soglia è del 10,69% fino a 5mila euro e 10,31% sopra questo importo. Va considerato infine che per la soglia più alta tra i 70 e i 79 anni i tassi sono rispettivamente 13,29% e 12,91% in questo momento.

Pensione anticipata con il contributivo

Il calcolo della riduzione dell’assegno in caso di pensione anticipata con il contributivo si effettua in base a un taglio da applicare solo alla parte retributiva della pensione. Ciò vuol dire che chi ha un’anzianità contributiva pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, deve applicare il taglio alla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011. Diversa la situazione invece per coloro i quali hanno un’anzianità contributiva inferiore alla stessa data. In questo caso infatti bisogna applicare la riduzione alla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 1995.

Tutto sul riscatto dei contributi

E i lavoratori precoci?

Queste regole non valgono per i lavoratori precoci, vale a dire coloro i quali hanno iniziato a lavorare prima dei 20 anni. Per questa categoria di lavoratori particolarmente svantaggiata dal sistema previdenziale italiano, è stato stabilito che chi ha maturato il requisito contributivo entro il 31 dicembre 2017, può andare in pensione anticipata senza decurtazione.

Contributi volontari e riscatto

Coloro i quali decidono di dire stop con il lavoro prima del previsto, e che quindi non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione, possono proseguire con il versamento volontario dei contributi. In questo modo possono pagarsi la pensione raggiungendo sia la pensione di vecchiaia che quella anticipata. Bisogna presentare domanda all’INPS per poterli versare, ma per farlo servono dei requisiti: almeno cinque anni di contributi, di cui almeno tre nei cinque anni che precedono la domanda.

Il riscatto dei contributi permette di valorizzare i periodi in cui il datore di lavoro non ha versato i contributi obbligatori. Ma possono anche servire per quei periodi che non sono stati coperti da contribuzione durante i quali sono state svolte una serie precisa e delimitata di attività. Rientrano in questa categoria gli anni di studio per il conseguimento della laurea.

Altre opportunità

Ma le possibilità non si esauriscono qui. Basti pensare ad esempio all’opzione di unire i contributi versati in diverse casse previdenziali, facendo sì che si sommino i vari periodi di contribuzione ottenendo così il conseguimento dei requisiti per andare in pensione.

Purtroppo questa totalizzazione dei contributi poi porta al ricalcolo con il sistema contributivo che può comportare un assegno pensionistico più basso. Diverso il discorso della ricongiunzione dei contributi, che permette di far confluire quelli versati presso una gestione previdenziale in un’altra cassa. Tenete a mente che si tratta di una scelta ancora più penalizzante considerato che la ricongiunzione dei contributi ha un costo.

Pensioni e sindacati

I sindacati intanto non mollano per quel che riguarda il tentativo di modificare al più presto la Legge Fornero. In questo senso è indispensabile sollecitare il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ci provano a gran voce i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil affinchè ci siano interventi legati a quelle modifiche che erano state promesse con la Legge di Stabilità 2016. I sindacati spiegano che “Non è più rinviabile una discussione di merito sulla flessibilità in uscita e sull’insieme dei problemi aperti (il completamento delle salvaguardie degli esodati, le ricongiunzioni onerose, le questioni dei lavori precoci, di quelli usuranti, delle donne, la quota 96 della scuola, i requisiti per i macchinisti) e, soprattutto, delle future pensioni dei giovani”.

Barbagallo, segretario generale della Uil sottolinea che “Per troppo tempo abbiamo affidato i cosiddetti lavori socialmente utili ai ragazzi: è una logica sbagliata che va completamente invertita. Bisogna attribuire questi impegni proprio agli anziani che, una volta usciti dai processi produttivi, lasciando il loro posto ai più giovani, possono continuare ad essere attivi svolgendo piccoli lavori a beneficio della collettività. Insomma noi proponiamo una trasformazione radicale del sistema e dei rapporti intergenerazionali.”

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