Pensioni precoci

Le pensioni precoci riguardano quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima dei 20 anni di età. Questo comporta che raggiungono i 42 anni di contributi ma non i 62 anni d’età, e per questo si trovano in un limbo scaturito dalle ultime leggi sul sistema previdenziale.

Al momento un emendamento approvato in commissione alla Camera prevede che questi lavoratori che hanno diritto alle pensioni precoci potranno andare in pensione fino al 31 dicembre del 2017 senza penalizzazioni.




Esclusioni

Ciò vuol dire che sarebbero esclusi dall’applicazione delle nuove norme contenute nella manovra di dicembre. Per i lavoratori precoci l’anzianità contributiva potrà scaturire unicamente dalla prestazione effettiva di lavoro. Quindi saranno inclusi i periodi di maternità, gli infortuni, la leva e la cassa integrazione ordinaria.




Spesso nascono equivoci su chi sono i lavoratori precoci: è bene capire che sono coloro i quali possono far valere almeno un anno di versamenti assicurativi obbligatori prima del compimento dei 19 anni di età.

Situazione per i precoci

Al momento per i lavoratori precoci, fino all’anno 2017, non è prevista alcuna decurtazione sulla quota retributiva della pensione qualora si tratta di soggetti di età inferiore a 62 anni. Conviene comunque sempre chiedere conferma della propria situazione alla sede Inps di competenza.

Pensioni precoci

Hai già capito come fare il calcolo della tua pensione? Leggi la nostra guida

Bisogna tenere presente che il pensionamento anticipato, sia con 35 anni o con 33 anni di contributi nell’anno 2014 avverrà in data successiva all’anno 2017, con una età anagrafica superiore a 62 anni. In questo caso il trattamento pensionistico non subirà decurtazioni.

Esempi pratici

Spesso un esempio può essere molto più esemplificativo: mettiamo il caso di una impiegata dipendente pubblica, nata il 16/2/1955, e lavoratrice precoce. Il soggetto in questione ha nell’anno 1995, 18 anni di lavoro e compie 41 e 4 mesi il 2/5/2013. Questa lavoratrice con le leggi attuali viene penalizzata fino al compimento dei 62 anni?

Ebbene la lavoratrice precoce in questione, dal momento che può far valere almeno un anno di versamenti assicurativi obbligatori prima del compimento dei 19 anni di età, e andando in pensione prima del compimento dei 62 anni di età prima dell’anno 2018, potrà ottenere la pensione con assegno integro. Infatti ai fini della decurtazione della pensione, con un’età inferiore a 62 anni, l’art. 4, comma 2-quater della legge 14/2012, sancisce che la penalizzazione non trova applicazione per quei lavoratori che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.

Ciò a patto che l’anzianità contributiva raggiunta derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro. Sono dunque compresi i periodi di astensione obbligatoria per maternità, i periodi riscattati per omissione contributiva, l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria. Chi non vuole correre il rischio di incorrere nella penalizzazione pensionistica dovrebbe svolgere attività lavorativa per la durata del periodo non compreso nei casi sopra citati. Bisogna anche tenere presente che l’eventuale penalizzazione non cessa al compimento dei 62 anni. Ma ovviamente è bene valutare caso per caso.

Part-time per la pensione

E’ possibile anche un part-time negli ultimi tre anni prima della pensione che consente di percepire uno stipendio sarà più alto di quello previsto per il normale part-time. In più, si percepirà una pensione piena.

Le opzioni di prepensionamento e i benefici pensionistici generalmente sono rivolti a categorie di lavoratori speciali come invalidi, vittime del terrorismo, lavori usuranti, lavoratori esposti all’amianto.

Lavoratori Precoci, l’obiettivo è Quota 41

I lavoratori precoci intendono ottenere una revisione del meccanismo di uscita previsto dalla Legge Fornero.

Servono misure per i lavoratori precoci, vale a dire coloro che hanno iniziato a lavorare molto giovani e che la Riforma Fornero non ha tenuto in considerazione. Un esempio: chi ha 56 anni e 40 anni di contributi dovrà attendere almeno il 2019 per andare in pensione. Inoltre, c’è una penalizzazione del 5% sulla pensione.

Lavorare fino a 62 anni

Se si vuole evitare la penalizzazione è necessario continuare a lavorare sino a 62 anni. Impensabile. L’adattamento alle stime di vita peggiorerà le cose. Serviranno infatti ben 45 anni di contributi per uscire con la pensione anticipata. In tutto questo la normativa sui lavori usuranti che dovrebbe agevolare il pensionamento della categoria talvolta peggiora le cose perchè serve arrivare anche a 63 anni per uscire dal mondo del lavoro. Altro che flessibilità.

I lavoratori precoci sono quindi coloro i quali hanno iniziato a lavorare in giovane età e che attendono di poter ottenere il pensionamento indipendentemente dal requisito anagrafico previsto per la pensione di vecchiaia. I comitati dei lavoratori spingono per l’introduzione di una quota 41. Così avrebbero la possibilità di ottenere la quiescenza una volta versati i corrispondenti anni di contribuzione presso l’Inps. La nuova legge di stabilità 2017 si muove in questa direzione con misure pensate per chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni di età.

Ti è piaciuto l'articolo?
Valutazione
[Total: 14 Average: 4]