Riscatto dei contributi

La mancata copertura contributiva può essere riscattata. Si tratta di un riscatto oneroso, a carico del soggetto interessato. Il riscatto dei contributi in questo modo va a coprire determinati periodi di tempo durante i quali il soggetto ha svolto particolari attività.

Può accadere infatti che in alcuni periodi lavorativi, pur svolgendo una prestazione, non vengano versati contributi da parte del datore di lavoro. Cosa fare in questi casi? Bisogna presentare una domanda all’Inps per il riscatto dei contributi, chiedendo di essere ammessi al versamento. In questo modo si coprono i periodi vacanti del pregresso lavorato versando i contributi in un’unica soluzione. Spesso la domanda più importante è quanto costa riscattare un anno di contributi inps.




Ovviamente dipende da una molteplicità di fattori individuali. Innanzitutto bisogna capire come recuperare contributi inps mancanti per poi arrivare a comprendere il costo riscatto contributi non versati. Spesso bisogna poi affrontare un altro tipo di problema, e cioè che all’inps non risultano i contributi versati. In questo caso sarà opportuno fare verifiche con il datore di lavoro che avrebbe dovuto versare i contributi. Diverso invece il caso serva il riscatto periodi di disoccupazione.

Sei un po’ confuso? Comprensibile. Allora resettiamo tutto e andiamo con ordine: nelle prossime righe troverai tutte le informazioni e gli spunti di cui hai bisogno per chiarirti le idee.

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Come recuperare contributi Inps mancanti

Riscatto dei contributi

Il vantaggio di questo istituto è che il riscatto può essere esercitato in qualsiasi momento, con domanda all’Inps, per recuperare periodi senza contributi versati anche risalenti a molti anni prima.

Riscatto periodi laurea

Ci sono alcuni vincoli relativi ai periodi che possono essere oggetto di riscatto. I periodi più spesso oggetto di riscatto sono quelli relativi allo studio universitario e al lavoro svolto all’estero.

Se successivi al 31 dicembre 1996 valgono anche

  • i periodi di formazione professionale, studio, ricerca e inserimento nel mercato del lavoro
  • i periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro determinati da previsioni di legge o di contratto
  • i periodi tra un rapporto di lavoro e l’altro nel caso di lavori discontinui, stagionali e temporanei
  • per integrare ai fini pensionistici il lavoro svolto a tempo parziale

Riscatto contributi figurativi

Esiste anche la possibilità di riscattare il periodo di servizio civile purchè successivo al 31 dicembre 2008, dei lavori socialmente successivi all’1 agosto 1995 per il solo calcolo della misura della pensione, il lavoro irregolare in base alla legge 383/2001, i periodi di praticantato svolti dai promotori finanziari, del congedo parentale fuori del rapporto di lavoro, e anche nel congedo parentale. Valgono anche i permessi per malattia, educazione e assistenza dei figli o ai periodi di assistenza ai disabili.

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Lavoro contributi

Se siete iscritti alla Gestione Separata, potete riscattare i periodi di collaborazione coordinata e continuativa purchè risalgano a un periodo precedente il 1996. Importante ricordare che non è possibile riscattare un periodo superiore ai cinque anni.

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Calcolo contributi riscattati

Siete iscritti alla Cassa Stato? Potete riscattare il servizio prestato come dipendente statale non di ruolo senza iscrizione all’Inps e i periodi di studio. Riscattabili anche i corsi di specializzazione o di esercizio professionale. Agevolazioni anche per gli iscritti alle ex Casse di previdenza amministrate dal Tesoro come Cpdel, Cpug, Cps e Cpi.

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Contributi lavoro

Qual’è il valore ai fini pensionistici di questo tipo di riscatto? La contribuzione è equiparata a quella obbligatoria. Vuol dire che può servire a raggiungere i requisiti contributivi per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi le donne) e per il requisito contributivo dei 20 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

Ma serve anche per accedere alle prestazioni previdenziali se si rientra nel sistema contributivo.

In alcuni casi, il riscatto può influire anche sull’entità della pensione percepita.

I contributi da riscatto sono quelli che vengono accreditati in virtù della possibilità concessa al lavoratore o al pensionato di coprire periodi altrimenti scoperti. Si tratta di periodi lavorativi in cui non c’è stata contribuzione. Si tratta di situazioni in cui si è verificata la mancanza del versamento all’Inps dei contributi obbligatori. Questi contributi, quindi non potrebbero essere in alcun modo recuperati dal momento che si è verificata la prescrizione di legge. Ma può anche verificarsi la fattispecie per cui non esisteva l’obbligo del versamento contributivo. In altri casi potrebbero essere state introdotte successivamente particolari disposizioni legislative.

I contributi da riscatto non vanno confusi con i contributi figurativi. Nel secondo caso, infatti si tratta di accredito è gratuito. Invece il riscatto è sempre a titolo oneroso e si perfeziona con il pagamento di un onere di riscatto.

Il lavoratore ha facoltà di riscattare i periodi di lavoro non coperti da contribuzione (omessi) e per i quali non sussiste più l’obbligo assicurativo (prescritti). Nel momento in cui il lavratore verifica che i contributi risultano non versati, deve anche accertarne il motivo. Le fattispecie in cui rientra la possibilità di procedere al riscatto sono quelli in cui i contributi risultano on versati:

  • dal datore di lavoro per attività lavorativa subordinata;
  • dal titolare di impresa artigiana o commerciale per i coadiuvanti;
  • dal titolare del nucleo coltivatore diretto, colono e mezzadro in favore dei familiari coadiuvanti.
  • dagli iscritti alla gestione separata che non siano titolari all’obbligo contributivo.(circolare 101/2010)

Queste invece sono le casistiche in cui è possibile riscattare i periodi non coperti da contribuzione:

  • il corso legale di laurea, le lauree brevi e i titoli di studio ad esse equiparati;
  • l’attività lavorativa svolta all’estero in Paesi non convenzionati;
  • l’astensione facoltativa per maternità che si colloca al di fuori del rapporto di lavoro;
  • gli anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari;
  • l’attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi antecedenti il 1.4.1996;
  • i periodi non lavorati e privi di contribuzione previsti da specifiche disposizioni di legge e comunque successivi al 31.12.1996;
  • periodi di lavoro svolto con contratto part time;
  • i periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni
  • ulteriori periodi di riscatto previsti da specifiche disposizioni di legge.

Chi può riscattare i contributi?

La possibilità di procedere al riscatto dei contributi è riservata a particolari categorie di lavoratori. Questi, devono poi seguire le leggi che regolamentano i singoli riscatti. Possono farlo

  • i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria;
  • gli iscritti ad una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • gli iscritti alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati;
  • gli iscritti ai fondi speciali gestiti dall’Inps.

La facoltà di riscatto è concessa anche ai superstiti del lavoratore o del pensionato deceduto.

Quanto si paga per riscattare i contributi?

La somma da pagare per assolvere all’onere di riscatto viene resa nota dall’Inps nel momento in cui l’istituto di previdenza stesso notifica il provvedimento di accoglimento della domanda di riscatto.

Il provvedimento di accoglimento viene notificato dall’Inps a mezzo raccomandata. E’ bene conservare accuratamente la lettera, dal momento che in essa sono indicate le modalità da seguire per il pagamento. Sempre all’interno della raccomandata sono specificati i termini previsti per effettuare il versamento.

Per ogni ulteriore dubbio vi consigliamo di consultare la sezione apposita istituita sul sito ufficiale dell’Inps che fuga ogni dubbio sulle procedura da seguire e sui casi particolari che possono verificarsi.

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